Reflusso gastroesofageo e primavera: i sintomi peggiorano davvero?

Dottor Stefano Marino

Medico, direttore sanitario di RSA

Con l’arrivo della primavera molte persone riferiscono un peggioramento di bruciore di stomaco, acidità, tosse, raucedine o fastidio alla gola. Da qui nasce una domanda frequente: il reflusso aumenta davvero in primavera?

La risposta più corretta è: non necessariamente in modo diretto e uguale per tutti. Il reflusso gastroesofageo non è considerato una malattia tipicamente “stagionale”, ma in primavera possono aumentare alcune condizioni che accentuano i sintomi o li fanno sembrare peggiori, come allergie respiratorie, rinite e gocciolamento retronasale. Inoltre, alcuni studi hanno osservato una certa variabilità stagionale dei disturbi da reflusso, senza però identificare in modo univoco la primavera come la stagione peggiore per tutti i pazienti.

Che cos’è il reflusso gastroesofageo

Il reflusso gastroesofageo si verifica quando il contenuto dello stomaco risale nell’esofago. Questo fenomeno può capitare occasionalmente anche nelle persone sane. Si parla invece di malattia da reflusso gastroesofageo (GERD) quando i sintomi sono frequenti, fastidiosi o associati a complicanze. I sintomi più comuni comprendono bruciore retrosternale, rigurgito acido, dolore o fastidio nella parte alta dell’addome, sensazione di nodo in gola e, in alcuni casi, tosse o raucedine, soprattutto di notte o in posizione sdraiata.  

Esiste davvero una relazione tra reflusso e primavera?

Le evidenze disponibili non permettono di dire che il reflusso “aumenti in primavera” in modo netto e universale. Uno studio epidemiologico ha mostrato una variazione stagionale dell’incidenza della GERD, con oscillazioni durante l’anno, ma senza una conclusione semplice del tipo “la primavera è sempre il periodo peggiore”. In altre parole, una certa stagionalità può esistere, ma non basta da sola a spiegare i sintomi di ogni persona.  

Dal punto di vista clinico, è spesso più utile chiedersi non tanto se la primavera provochi più reflusso, ma piuttosto se in primavera aumentino i fattori che imitano o aggravano i suoi sintomi. Ed è proprio questo che succede spesso.  

 

Perché in primavera i sintomi possono sembrare peggiori

1. Allergie stagionali e gocciolamento retronasale

In primavera aumentano pollini e allergeni ambientali. Nelle persone predisposte questo può causare rinite allergica e post-nasal drip, cioè il gocciolamento del muco dalla parte posteriore del naso verso la gola. Il risultato può essere una combinazione di tosse persistente, bisogno di schiarire la voce, irritazione faringea, sensazione di muco in gola e talvolta nausea. Sono disturbi che possono somigliare molto alle manifestazioni extraesofagee del reflusso.  

Per questo motivo, in primavera alcune persone credono di avere “più reflusso”, mentre in realtà una parte importante dei sintomi può dipendere da allergia e infiammazione delle vie aeree superiori. In altri casi, reflusso e allergia possono coesistere e sommarsi.  

2. Tosse e irritazione della gola

La tosse ripetuta, il raschiamento di gola e l’irritazione delle mucose possono aumentare la percezione di fastidio nella regione toracica e cervicale. Questo può far sembrare più intenso anche un reflusso lieve o occasionale. Inoltre, chi ha già una sensibilità esofagea o laringea può avvertire i sintomi in modo più evidente durante i periodi di infiammazione respiratoria. Questa è un’inferenza clinicamente plausibile basata sulla sovrapposizione dei sintomi descritti dalle fonti, più che una regola assoluta valida per tutti.  

3. Cambiamenti nelle abitudini quotidiane

Con il cambio di stagione possono modificarsi anche stile di vita e routine: pasti più irregolari, cene più tarde, maggiore consumo di caffè, alcolici o cibi abbondanti nei weekend, oppure più tempo trascorso sdraiati dopo i pasti. Le linee guida e le fonti cliniche indicano che il reflusso tende a peggiorare soprattutto in relazione a pasti tardivi, posizione sdraiata dopo aver mangiato, e in alcune persone a fattori individuali come sovrappeso e abitudini alimentari non adatte.  

 

Come distinguere reflusso e allergia

Non sempre è semplice, perché i sintomi si sovrappongono. In linea generale:

  • il reflusso dà più spesso bruciore di stomaco, rigurgito acido, peggioramento dopo i pasti o quando ci si sdraia;  
  • l’allergia stagionale dà più spesso naso chiuso o che cola, starnuti, prurito nasale o oculare, muco in gola e tosse da gocciolamento retronasale.  

Naturalmente i due quadri possono convivere. Un paziente può avere una vera GERD di base e, in primavera, percepire un peggioramento per la presenza contemporanea di rinite allergica e post-nasal drip.  

 

Cosa fare se i sintomi aumentano in primavera

Nella maggior parte dei casi, le prime misure sono comportamentali. Le raccomandazioni più condivise comprendono:

  • evitare di coricarsi subito dopo i pasti e lasciare passare alcune ore prima di andare a letto;  
  • valutare la riduzione dei pasti molto abbondanti o serali;  
  • perdere peso, se presente sovrappeso o obesità, perché il calo ponderale può migliorare i sintomi;  
  • sollevare la testata del letto nei soggetti con sintomi notturni;  
  • controllare e trattare adeguatamente l’eventuale rinite allergica, se i sintomi includono muco retronasale, starnuti e congestione.  

Se i disturbi persistono, il medico può valutare l’impiego di farmaci antiacidi o antisecretivi e, nei casi selezionati, eventuali approfondimenti diagnostici. Le linee guida recenti sottolineano che la gestione deve essere personalizzata, perché non tutti i sintomi attribuiti al reflusso dipendono davvero dall’acido gastrico.  

 

Quando serve una valutazione medica

Alcuni sintomi richiedono attenzione perché possono indicare una situazione più importante o la necessità di esami di approfondimento. È opportuno rivolgersi al medico se compaiono:

  • difficoltà a deglutire o dolore alla deglutizione;
  • vomito persistente;
  • calo di peso non intenzionale;
  • sangue nel vomito o feci nere;
  • sintomi frequenti, severi o non controllati dai rimedi iniziali.  

 

In sintesi

Dire che “il reflusso aumenta in primavera” è una semplificazione. Più correttamente, si può dire che in primavera alcune persone avvertono più sintomi compatibili con il reflusso, ma spesso questo dipende da una combinazione di fattori: allergie stagionali, gocciolamento retronasale, tosse, irritazione della gola e cambiamenti nello stile di vita. La primavera, quindi, non è necessariamente la causa diretta del reflusso, ma può essere il periodo in cui i sintomi diventano più evidenti o più difficili da interpretare.  

Bibliografia:
  1. Chen KY, et al. Seasonal variation in the incidence of gastroesophageal reflux disease. The American Journal of the Medical Sciences. 2009.
  2. National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases (NIDDK). Definition & Facts for GER & GERD.
  3. NIDDK. Symptoms & Causes of GER & GERD.
  4. Mayo Clinic. Gastroesophageal reflux disease (GERD) – Symptoms and causes.  
  5. Mayo Clinic. Gastroesophageal reflux disease (GERD) – Diagnosis and treatment.
  6. Cleveland Clinic. Postnasal Drip: Symptoms & Causes.  
  7. Katz PO, et al. ACG Clinical Guideline for the Diagnosis and Management of Gastroesophageal Reflux Disease. Am J Gastroenterol. 2022.  
  8. American Gastroenterological Association (AGA). Management of gastroesophageal reflux disease (GERD).  
  9. NHS inform. Gastro-oesophageal reflux disease (GORD). Aggiornamento 18 marzo 2026.