La birra disseta davvero? Cosa dice la scienza e qual è la posizione dell’OMS

Dottor Stefano Marino

Medico, direttore sanitario di RSA

Una birra fresca in una giornata calda può sembrare particolarmente dissetante. La bassa temperatura, la componente liquida e la sensazione di freschezza contribuiscono infatti a ridurre momentaneamente la percezione della sete.

Ma una bevanda che “toglie la sete” è anche una buona bevanda reidratante?

La risposta più corretta è: non necessariamente. La birra contiene prevalentemente acqua e può apportare una certa quantità di liquidi, ma contiene anche alcol, una sostanza che interferisce con la regolazione dell’equilibrio idrico del nostro organismo. Per questo motivo non dovrebbe essere utilizzata per prevenire o correggere la disidratazione.

Dissetare e reidratare non sono la stessa cosa

Nel linguaggio comune, una bevanda è definita dissetante quando riduce rapidamente la sensazione di sete. Si tratta però di una percezione soggettiva, influenzata da diversi fattori:

  • temperatura della bevanda;
  • sapore;
  • presenza di anidride carbonica;
  • umidificazione della bocca e della gola;
  • distensione dello stomaco;
  • contesto ambientale e abitudini personali.

Una bevanda fredda e frizzante può quindi sembrare molto dissetante anche se, dal punto di vista fisiologico, non è la scelta migliore per ripristinare acqua ed elettroliti.

La reidratazione, invece, consiste nel recupero effettivo dei liquidi persi e, quando necessario, anche dei sali minerali. Per valutarla non basta considerare quanto si beve: bisogna osservare anche quanto liquido viene trattenuto dall’organismo e quanto viene eliminato attraverso le urine, la sudorazione e la respirazione.

La birra è composta soprattutto da acqua

Una normale birra contiene generalmente più del 90% di acqua. Sarebbe quindi inesatto affermare che ogni bicchiere di birra provochi automaticamente una perdita di liquidi superiore alla quantità ingerita.

Dopo l’assunzione di una quantità limitata di birra a bassa gradazione, una parte dell’acqua contenuta nella bevanda viene effettivamente assorbita. In determinate condizioni il bilancio idrico immediato può quindi rimanere positivo.

Questo dato, tuttavia, non rende la birra equivalente all’acqua. L’effetto finale dipende da:

  • quantità bevuta;
  • gradazione alcolica;
  • stato di idratazione iniziale;
  • temperatura ambientale;
  • sudorazione;
  • attività fisica;
  • consumo contemporaneo di acqua e alimenti;
  • età, funzione renale e condizioni cliniche individuali.

Perché l’alcol aumenta la diuresi?

L’etanolo può esercitare un effetto diuretico, cioè aumentare temporaneamente la produzione di urina.

Uno dei meccanismi coinvolti riguarda la vasopressina, chiamata anche ormone antidiuretico o ADH. La vasopressina favorisce il riassorbimento dell’acqua a livello renale, permettendo all’organismo di produrre urine più concentrate e di conservare liquidi.

L’alcol può ridurre transitoriamente la secrezione o l’azione della vasopressina. Di conseguenza, i reni trattengono meno acqua e la quantità di urina può aumentare.

L’intensità di questo fenomeno non è però costante. L’effetto diuretico tende a essere più evidente:

  • con quantità maggiori di alcol;
  • con bevande più concentrate;
  • nelle persone inizialmente ben idratate;
  • quando non si assume contemporaneamente acqua;
  • durante esposizione al caldo o attività fisica;
  • quando le perdite di liquidi sono già elevate.

In una persona già disidratata, i meccanismi ormonali di conservazione dell’acqua possono attenuare in parte la diuresi provocata dall’alcol. Ciò non significa, però, che l’alcol diventi una terapia reidratante.

Cosa dice l’Organizzazione Mondiale della Sanità?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità non indica la birra come bevanda adatta all’idratazione.

Nei propri consigli per affrontare le alte temperature, l’OMS Europa raccomanda di evitare o limitare le bevande alcoliche. L’alcol viene descritto come una sostanza ad azione diuretica, capace di aumentare la frequenza della minzione e di contribuire alla disidratazione [1].

Il messaggio di sanità pubblica è quindi chiaro: quando bisogna dissetarsi o reintegrare i liquidi, la prima scelta deve essere l’acqua, non la birra.

La raccomandazione è particolarmente importante nelle seguenti condizioni:

  • ondate di calore;
  • esposizione prolungata al sole;
  • attività sportiva;
  • lavori fisicamente impegnativi;
  • febbre;
  • vomito o diarrea;
  • patologie renali o cardiovascolari;
  • assunzione di diuretici;
  • età avanzata.

L’alcol può inoltre alterare la percezione del rischio, la capacità di riconoscere i sintomi di disidratazione e i comportamenti necessari per proteggersi dal caldo.

Cosa mostrano gli studi sulla birra dopo l’attività fisica?

Alcuni studi sperimentali hanno valutato gli effetti della birra sul bilancio idrico dopo esercizio fisico. I risultati sono più sfumati rispetto all’affermazione semplicistica secondo cui “la birra disidrata sempre”.

In uno studio crossover condotto su giovani uomini sani e fisicamente attivi, l’assunzione di una quantità moderata di birra, seguita dalla possibilità di bere acqua, non determinò variazioni rilevanti di alcuni marcatori di idratazione rispetto all’assunzione della sola acqua [2].

Un altro piccolo studio confrontò birra analcolica, birra al 2%, birra al 5%, acqua e bevanda sportiva dopo una lieve disidratazione indotta dall’esercizio. La birra analcolica mostrò una ritenzione dei liquidi migliore rispetto alla birra con gradazione alcolica normale; aumentando la concentrazione di alcol tendevano ad aumentare anche la diuresi e la difficoltà nel trattenere i liquidi ingeriti [3].

Questi risultati devono essere interpretati con cautela. Gli studi disponibili hanno infatti le seguenti criticità:

  • coinvolgono campioni molto piccoli;
  • sono stati condotti prevalentemente su uomini giovani e sani;
  • valutano condizioni sperimentali specifiche;
  • non dimostrano che la birra sia superiore o equivalente all’acqua;
  • non autorizzano a raccomandare l’alcol dopo lo sport.

Inoltre, in alcuni studi la birra era accompagnata da acqua, cibo salato o altre bevande. Non è quindi corretto attribuire alla sola birra l’eventuale recupero dell’idratazione.

Alcune ricerche sul tema hanno anche ricevuto finanziamenti da enti collegati al settore della birra: ciò non invalida automaticamente i risultati, ma rappresenta un elemento da considerare nell’interpretazione delle conclusioni.

La birra analcolica è diversa?

La birra analcolica o a gradazione molto bassa contiene una quantità di etanolo assente o nettamente inferiore. Di conseguenza, ha un effetto diuretico minore e può contribuire al normale apporto di liquidi.

Non è però necessariamente una bevanda reidratante ideale. Il contenuto di sodio e di altri elettroliti può essere insufficiente per compensare perdite importanti dovute a sudorazione intensa, vomito o diarrea.

Per la maggior parte delle persone, durante una normale giornata, l’acqua resta la soluzione più semplice. Dopo uno sforzo prolungato con sudorazione abbondante possono essere utili acqua, alimenti contenenti sali minerali o, in situazioni selezionate, soluzioni reidratanti appropriate.

Birra e caldo: un’associazione da non sottovalutare

Bere alcol durante una giornata molto calda può essere problematico per ragioni che vanno oltre la diuresi.

L’alcol, infatti, può determinare le seguenti condizioni:

  • provocare vasodilatazione cutanea;
  • alterare la termoregolazione;
  • ridurre la capacità di giudizio;
  • favorire sonnolenza o confusione;
  • aumentare il rischio di cadute e incidenti;
  • rendere meno evidente la progressione verso esaurimento da calore o colpo di calore.

Una persona può quindi sentirsi momentaneamente più fresca senza aver realmente abbassato in modo sicuro la temperatura corporea.

Anziani, persone con patologie croniche, pazienti in terapia con diuretici o psicofarmaci e soggetti con ridotta percezione della sete sono particolarmente vulnerabili.

E una sola birra?

In un adulto sano, una singola birra di modesta gradazione, bevuta durante un pasto e accompagnata da acqua, non causa necessariamente una disidratazione clinicamente significativa.

Questo è però diverso dal sostenere che la birra sia consigliata per idratarsi.

La risposta dipende dalla domanda:

La birra contiene acqua?
Sì.

Una piccola quantità può contribuire all’introduzione complessiva di liquidi?
Sì, in parte.

Può dare una sensazione immediata di sollievo dalla sete?
Sì.

È la scelta appropriata per prevenire o trattare la disidratazione?
No.

È raccomandata dall’OMS come bevanda reidratante?
No.

L’alcol non diventa salutare perché la bevanda contiene acqua

La discussione sull’idratazione non deve far dimenticare gli altri effetti dell’alcol.

L’OMS definisce l’etanolo una sostanza tossica, psicoattiva e capace di provocare dipendenza. Il consumo di alcol è associato a numerose malattie e lesioni ed è riconosciuto come causa di diversi tumori [4,5].

L’OMS sottolinea inoltre che non è stato identificato un livello di consumo completamente privo di rischio per la salute. Il rischio aumenta con la quantità e la frequenza, ma non esiste una soglia al di sotto della quale il rischio possa essere considerato nullo [5].

Pertanto, gli eventuali effetti sul bilancio idrico non devono essere utilizzati per presentare la birra come una bevanda salutare o come uno strumento di recupero dopo l’attività fisica.

Cosa bere per dissetarsi?

Per la normale idratazione quotidiana, la bevanda di riferimento è l’acqua.

In caso di sudorazione importante può essere utile accompagnarla con una normale alimentazione che reintegri sodio e altri minerali. Le bevande sportive possono essere considerate dopo sforzi prolungati o molto intensi, ma non sono necessarie nella maggior parte delle attività quotidiane.

In presenza di perdite gastrointestinali rilevanti, fragilità clinica o disidratazione documentata, possono essere necessarie soluzioni reidratanti orali formulate con proporzioni specifiche di acqua, glucosio ed elettroliti.

L’alcol non deve essere impiegato per questo scopo.

In conclusione

La birra può sembrare dissetante perché è liquida, fredda e composta prevalentemente da acqua. Una quantità limitata può apportare liquidi e non provoca automaticamente un bilancio idrico negativo.

Tuttavia, la presenza di alcol può aumentare la diuresi, interferire con la termoregolazione e rendere la birra meno adatta dell’acqua alla reidratazione. L’effetto peggiora ovviamente con l’aumento della quantità e della gradazione alcolica.

Il messaggio più corretto da comunicare è quindi:

La birra può ridurre momentaneamente la sensazione di sete, ma non è la bevanda da scegliere per idratarsi. Quando si ha sete, fa caldo o si sono persi liquidi, è meglio bere acqua.


Bibliografia:

  1. World Health Organization Regional Office for Europe. Staying hydrated in the heat: what the public can learn from professional athletes. 28 giugno 2024.
  2. Castro-Sepulveda M, Johannsen N, Astudillo S, Jorquera C, Álvarez C, Zbinden-Foncea H, Ramírez-Campillo R. Effects of a moderate intake of beer on markers of hydration after exercise in the heat: a crossover study. Journal of the International Society of Sports Nutrition. 2015;12:26. doi:10.1186/s12970-015-0088-5.
  3. Wijnen AHC, Steennis J, Catoire M, Wardenaar FC, Mensink M. Post-exercise rehydration: effect of consumption of beer with varying alcohol content on fluid balance after mild dehydration. Frontiers in Nutrition. 2016;3:45. doi:10.3389/fnut.2016.00045.
  4. World Health Organization. Alcohol. Fact sheet. 28 giugno 2024.
  5. World Health Organization Regional Office for Europe. No level of alcohol consumption is safe for our health. 4 gennaio 2023.